mercoledì 2 marzo 2016

Guardare l'ombra | Martin e Lara


Guardare l’ombra
Angela Nanetti
EL - collana Ex Libris, € 7.75
 
Martin e Lara
Egli Werner jr
EL - collana Ex Libris, € 9.30
 
La collana Ex Libris è stata per me lo spartiacque tra l’infanzia e l’adolescenza, ne fanno parte libri che trattano temi molto importanti che mi hanno fatto scoprire anche i lati difficili della vita, proprio come questi due romanzi che affrontano, il primo, l’orrore dello stupro e, il secondo, le brutture della guerra.
Protagoniste di entrambi i romanzi sono due ragazze adolescenti, diversi però sono il background culturale e sociale che fanno da sfondo alle storie: in “Guardare l’ombra” ci troviamo nella campagna dell’Emilia Romagna e la sedicenne Ines, che conduce una tranquilla e normalissima adolescenza fatta di scuola, famiglia, amici e un primo amore, si trova improvvisamente a dover rivalutare la sua vita, gli affetti e le amicizie dopo essere stata brutalmente stuprata.
Fuggirà per superare lo shock di non essere creduta e si ritroverà vittima di altre assurde peripezie...
“Martin e Lara” invece è ambientato in Nicaragua durante la guerra civile degli anni ’80, Lara è figlia di un ricco latifondista che sfrutta gli indigeni che lavorano la sua terra.
La quindicenne protagonista prenderà le distanze dal suo mondo nel momento in cui la sua famiglia rimarrà vittima di un attentato da parte di un gruppo di guerriglieri che lotta per il suo popolo sfruttato.
Capirà la vera natura di sua padre, violento e cinico, e il ritrovarsi testimone di episodi di pura violenza fine a sé stessa le farà aprire gli occhi mentre un sentimento corrisposto per uno dei giovani guerriglieri la aiuterà a superare le differenze di classe e a trovare l’unica soluzione ad un ambiente malato: l’amore.
 
Sono due romanzi di formazione destinati ad un pubblico adolescente, interessanti tutti e due per i temi affrontati mi sento però di consigliarvi solo il secondo. Perché “Guardare l’ombra” ha degli scivoloni sul finale in cui i colpi di scena abbondano fino a diventare un po’ “troppo”...
 
Nota: non credo siano più disponibili se non nelle biblioteche, perché negli anni solo alcuni dei titoli della collana sono stati ristampati, mentre molti altri sono finiti fuori catalogo. Io ad esempio li ho trovati l’anno scorso in una libreria dell’usato per 3 euro l’uno.
 

domenica 28 febbraio 2016

Mamma, perché vai a lavorare?


Mamma, perché vai a lavorare?
Cristina Petit
San Paolo, € 5

Una mamma e il suo bambino si confrontano su alcuni aspetti della loro vita famigliare, in particolare sul perché la mamma non possa sempre stare insieme al piccolo protagonista.
E’ un libretto che fa comprendere perché ognuno debba avere i propri spazi, e che la lontananza momentanea dei genitori è necessaria ma non è un abbandono: i genitori ci sono sempre (anche quando assenti per lavoro, per faccende, ecc...) come punto di riferimento.
Da leggere insieme ai propri figli, questi ultimi facilitati anche da un lessico di scrittura molto colloquiale.

domenica 26 aprile 2015

Magie d'inverno


Magie d’inverno
Nina Dreyer Hensley, Paul Lǿwe, Jim Hensley
Luxury Books, € 28
 
“Magie d’inverno” è un libro fotografico in cui si possono trovare tantissimi spunti per passare con gioia e creatività i mesi freddi dell’inverno, in casa, con la propria famiglia.
Le proposte spaziano da ricette dolci e salate; tutorial per decorare le stanze della casa, i pacchetti regalo, ecc...; coltivare i fiori che sbocciano nei mesi più freddi dell’anno; idee per organizzare e allestire feste in compagnia.
I progetti manuali (cucina e fai-da-te) sono molto facili, quindi pensati anche per bambini di diverse età, che potranno così partecipare aiutati dagli adulti.
Essendo opera di autori norvegesi, l’atmosfera che si respira in tutto il volume è molto nordica, e si fa riferimento a usanze come Santa Lucia e a cibi prettamente scandinavi.
Mi è piaciuto molto questo libro, sia per le foto – che grazie al grande formato del libro rendono bene – sia per tutte le idee proposte.
E’ un libro che mi ha dato davvero il senso del calore famigliare, del piacere di stare insieme e del condividere momenti. 
 
Unica pecca: gli errori di battitura che, visto il prezzo di copertina, non ci si aspetterebbe.

giovedì 23 aprile 2015

E poi... è primavera

 
E poi... è primavera
Julie Fogliano e Erin E. Stead
Babalibri, € 13
 
Un bambino e il suo cane aspettano con ansia di vedere tutto quel marrone che invade la campagna, trasformarsi in verde e dare il via alla primavera.
La storia a livello didattico, è molto utile: fa capire lo scorrere del tempo, la ciclicità delle stagioni e il valore della pazienza, dell’attesa.
Peccato che i disegni mi abbiano messo addosso un’angoscia...! Non mi sono piaciuti e quel bambino senza occhi è inquietante, non sorride nemmeno quando, nelle ultime due pagine, arriva finalmente la primavera...

mercoledì 22 aprile 2015

Sono io il più forte!


Sono io il più forte!
Mario Ramos
Babalibri, € 9.50 
Un Lupo attraversa il bosco per avere la conferma dagli altri abitanti (il coniglio, l’uccellino, i tre porcellini, ecc...) di essere davvero lui il più forte. 
Un librino divertentissimo e brevissimo, dove i disegni nella loro semplicità seguono la struttura lineare della favola, fino alle ultime pagine dove un’imprevisto ribalta tutto.
Una fiaba che prende in giro i prepotenti!

domenica 22 marzo 2015

Perché essere felice quando puoi essere normale? (letture estive 2014 - 2/3)


Perché essere felice quando puoi essere normale?
Janette Winterson
Mondadori, € 9.50
 
Janette Winterson, affermata scrittrice inglese, pubblica nel 2011 questo memoir molto intenso, in cui ci racconta della sua adolescenza tormentata e della ricerca della sua personale felicità.
Cresciuta da genitori adottivi (la madre bigottissima e il padre assente), Janette prende coscienza della propria omosessualità a 16 anni e decide di abbandonare quella famiglia, difficile e indifferente, per stare con la sua ragazza.
Una presa di posizione dettata, a quella giovane età, da maltrattamenti famigliari subiti negli anni; l’allontanamento quindi le permette di affermarsi come persona e diventare donna – affrontando nel corso degli anni tante difficoltà, come la ricerca della madre biologica, il tentativo di suicidio, il perdonare il padre adottivo ritrovato da anziano.
Non sono però del tutto soddisfatta del libro, perché passa spesso dall’autobiografia all’analisi psicanalitica (pesanteeeee...) e ha dei salti temporali che mescolano il racconto o l’aneddoto di partenza.
Però penso che questo sia dovuto dal fatto che la Winterson abbia scelto di scrivere seguendo il flusso dei ricordi, a discapito di un filo logico ben delineato.
Ad ogni modo è un buon libro, commovente e ironico contemporaneamente, che da anche spunti di lettura: Janette è prima di tutto innamorata della letteratura e il suo percorso interiore è strettamente legato a quello intellettuale, che la porterà a studiare poeti e scrittori inglesi.
 
Da leggere della stessa autrice anche “Non ci sono solo le arance” (del 1985), punto di partenza di questo memoir, in cui è interessante l’analisi che Janette fa sul rapporto tra religione e omosessualità.
 

mercoledì 18 marzo 2015

Kitchen (letture estive 2014, in leggero ritardo!) 1/3


Kitchen
Banana Yoshimoto
Feltrinelli, € 7
 
Il romanzo che ha reso famosissima Banana Yoshimoto in Italia nel lontano 1991, è composto da due storie distinte che hanno come tema comune l’amore per il cibo.
Se non ci fossero l’arte della cucina e i riti quotidiani legati al cibo, i protagonisti del libro sprofonderebbero nella depressione, perché è la cucina che riesce a far superare loro momenti difficili come la morte, la solitudine e l’abbandono.
Ciò che è degno di nota sono i temi trattati, molto variegati (si parla anche di famiglia, stalking, transgender, amore, la fine dell’adolescenza, e gli altri di cui sopra), ma se dovessi dare un giudizio complessivo non sarebbe positivo: la trama è evanescente, un po’ adolescenziale, tant’è che a parte i temi ricorrenti non mi ricordo gli intrecci delle due storie!, lo stile di scrittura è troppo scarno (frasi velocissime, un sacco di chiusure quando si poteva usare un punto e virgola a spezzare un po’...), certi paragrafi sono contorti e mi sono chiesta se non fosse anche un po’ colpa di Amitrano (storico traduttore italiano della Yoshimoto).
Ma sono comunque rimasta incuriosita dai temi trattati, e siccome mia sorella è una sua grande fan e possiede TUTTI i suoi libri, sicuramente me ne farò consigliare un altro da lei.
Banana Yoshimoto nel complesso mi ha un po’ schifato (è decisamente un’autrice sopravvalutata), ma allo stesso tempo mi incuriosisce... magari col tempo riuscirò ad apprezzare anche le storie e i suoi personaggi.

domenica 15 marzo 2015

Il libro che aveva un buco


Il libro che aveva un buco
Domitelle e Jean-Olivier Héron
Motta Junior, € 9.90
 
Una famiglia di topini, che vive in un libro, affronta tante avventure quando scopre che il buco che c’è nelle pagine porta in un’altra dimensione... la nostra!
Non voglio fare spoiler, quindi vi dico soltanto che l’età di lettura di questo libro è dai 6 anni, quindi il carattere di stampa è molto grande e di facile lettura, che ha un buffissimo formato QUADRATO, che il buco nelle pagine c’è veramente e che le illustrazioni che accompagnano la storia valgono da sole tutto il libro: ricordano molto quelle di Beatrix Potter, con tanti dettagli delicati in stile Ottocentesco.
C’è anche il seguito, “Il libro che aveva due buchi”.
 
Ennesimo libro per bambini comprato PER ME!!
 
 

lunedì 2 marzo 2015

Un eremo è il cuore del mondo



Un eremo è il cuore del mondo. Viaggio fra gli ultimi custodi del silenzio
Francesco Antonioli
Piemme, € 15 

L’autore ha incontrato e intervistato diversi eremiti sparsi tra Italia, Europa e perfino Asia che hanno scelto di allontanarsi dal mondo per immergersi in una quotidianità fatta di riflessione, silenzio e vita spartana per raggiungere pienamente la propria spiritualità. Poi però scopri che essere eremita non necessariamente significa vivere isolati dal mondo, ma avere una connessione a internet, una radio, magari anche un lavoro “normale” svolto di giorno dal lunedì al venerdì...
Adriana Zarri quindi non è l’eccezione (di lei avevo già letto “Un eremo non è un guscio di lumaca”), lei stessa incontrava frequentemente ammiratori e amici, sfatando così la “credenza” che gli eremiti si isolino completamente da tutto e tutti.
Peccato che Adriana Zarri, come esempio fra ì più importanti, venga invece introdotta nel libro in maniera velocissima e basandosi poi sui ricordi dell’autore che l’aveva intervistata qualcosa come... un decennio prima!
Essendo un libro fatto di tantissime interviste, personalmente dopo un po’ ho cominciato a far fatica a tenere sveglia l’attenzione, anche per via dei difficili riferimenti teologici disseminati nel testo.
Queste sono ovviamente mie mancanze, quindi il libro ve lo consiglio lo stesso perché nonostante tutto racchiude tante storie di vita curiose e riflessioni da cui prendere spunto.

domenica 1 marzo 2015

Spilling the beans on the cat's pyjamas


Spilling the beans on the cat’s pyjamas
Judy Parkinson
Michael O’Mara Books Limited, € 6.97 
 
Per chi è appassionato di lingua inglese, consiglio questo volume che spiega le espressioni più popolari e i modi di dire anglosassoni arricchendoli con cenni sulle loro origini storiche.
Tuttavia ha alcune pecche: ho trovato un po’ noiosi i vari collegamenti tra frasi diverse perché l’autrice – forse per accelerare la stesura del libro – in casi di similititudine di modi di dire, non conclude la spiegazione ma arrivata a metà ti rimanda a un’altra pagina e così via, in questo modo è un saltare da una pagina a un’altra... poi alcune didascalie sono un po’ aride e sbrigative.
Comunque è un libro molto curioso e divertente, io non l’ho letto però tutto di seguito perché, per come è strutturato, è difficile poi ricordarsi l’emorme quantità di fatti, dati e nozioni, quindi meglio se preso come volume da consultazione e letto a più riprese.

giovedì 12 febbraio 2015

My Take


 
My Take
Gary Barlow
Bloomsbury, € ??
 
Da fan dei Take That da ben 22 anni (!!!) – all’epoca ne avevo 12 – è fisiologico leggersi l’autobiografia ufficiale di Gary Barlow, che è sempre stato il mio preferito. Pubblicata nel 2006, ripercorre la vita di Gary dalla nascita fino al debutto da solista e al ritorno sulle scene musicali dei Take That.
La prima parte del libro diventa molto interessante quando Gary svela curiosità e aspetti negativi e positivi della macchina commerciale dei Take That – e soprattutto su sé stesso, perché ad esempio non mi aspettavo fosse un ragazzo disinibito e senza scrupoli, come invece racconta di essere stato in merito a sesso occasionale con le fans. Questo è molto lontano dall’idea che mi ero fatta di lui e di tutta la band, ai tempi della mia adolescenza...
Racconta poi della rivalità tra lui e Robbie ma il suo giudizio riguardo quella situazione rimane molto “polite”, da vero british man, così però tutto il racconto pare molto distaccato.
Il vero Gary salta fuori quando racconta dei suoi esordi da solista, durante i quali ha affrontato alti e bassi che l’hanno condizionato moltissimo anche in maniera negativa. Sono pagine molto sentite.
Spende parole bellissime per la moglie, con la quale è tutt’ora sposato e da cui ha avuto tre figli (mentre una quarta è purtroppo tragicamente nata morta...), e dai suoi racconti è anche evidente la forte amicizia che lo lega a Mark, Jason e Howard con i quali, anche prima della reunion del 2006, è sempre rimasto in contatto.
E’ un’autobiografia sincera anche se raccontata in maniera un po’ impersonale, mi aspettavo di più ma non si può pretendere grandi cose visto che Gary non è uno scrittore di professione.

domenica 25 gennaio 2015

Tutte le fiabe



Tutte le fiabe
Jacob e Wilhelm Grimm
I Mammut - Newton Compton Editori, 14.90 €

Ero molto curiosa di leggere le fiabe originali dei fratelli Grimm, infatti conoscevo solo le versioni per bambini propinate in tutte le salse in tv e al cinema.
Scopro così che non sono propriamente delle fiabe della buonanotte perché piene di avvenimenti oscuri, paurosi, di situazioni sanguinarie, di personaggi malvagi che ne fanno di ogni (leggete “Il ginepro” ad esempio); il lieto fine c’è ma per raggiungerlo i protagonisti devono sopportare prove atroci.
E così, negli anni, gli editori hanno scelto di modificare i finali drammatici di gran parte di queste favole rendendoli meno cupi e più accessibili a un pubblico di giovanissimi lettori.
E’ stata una lettura interessante, e che sorpresa rendermi conto che i film di Walt Disney sono ben lontani dalle storie gotiche dei Grimm...!

mercoledì 7 gennaio 2015

La fine è il mio inizio



La fine è il mio inizio
Tiziano Terzani
Longanesi, 22 €
 
Mai letto nulla di Terzani, la scelta cade su questo volume perché navigando in rete scopro che praticamente rappresenta la summa di tutto quello che ha scritto e che è un buon “riassunto” del suo pensiero politico e sociale.
Ho impiegato non so quanti MESI per finirlo, mi sono trovata a dover fare delle pause perché mi causava sensazioni contrastanti... evidentemente mi ero fatta un’idea sbagliata di Terzani, che mi immaginavo una persona molto “comune”, che aveva semplicemente avuto la fortuna di girare il mondo e capire la vita e i suoi valori rispetto anche alla politica; invece da questo libro mi accorgo che sì, ha avuto la fortuna di girare il mondo vivendo a diretto contatto coi nativi dei posti in cui ha viaggiato, ma restando sempre e comunque dalla parte dell’occidentale – ha vissuto in ville stratosferiche, si è circondato di servi e camerieri che gli ramazzavano casa, ha riempito il giardino di animali esotici, ha comprato cose e speso soldi.
Conclusa la parte principale del racconto in cui Terzani ripercorre tutta la sua (fortunata) vita, i capitoli conclusivi si focalizzano su prediche un po’ scontate in merito alla globalizzazione e al consumismo.
Una lettura molto pesante e noiosa, purtroppo ricca di contraddizioni (ovviamente dal mio punto di vista, non me ne voglia chi ama Terzani incondizionatamente!).

sabato 22 novembre 2014

Il blu è un colore caldo


Il blu è un colore caldo
Julie  Maroh
Rizzoli – Lizard, 16 €
 
Ho scoperto questo graphic-novel tramite il film omonimo che ho visto al cineforum diversi mesi fa; quello che le due opere raccontano è il percorso di crescita, nell’arco di circa quindici anni, di una giovane ragazza francese che scopre, in maniera sofferta, la propria identità sessuale e si innamora ricambiata di una donna poco più grande di lei.
Viene affrontato tutto il contorno sociale e famigliare di questa relazione: il rapporto (molto conflittuale) con i genitori e le amicizie adolescenziali, fino all’impegno politico in concomitanza con la vincita di Sarkozy alle elezioni del 2007.
Al di là di un tipo di disegno piuttosto grossolano, che sinceramente non credo sia il punto forte di tutto il fumetto, e di certi intrecci della trama un po’ troppo facili e sbrigativi (e altri veramente TROPPO tragici...), la storia mi ha molto colpito e appassionato. Trovo che chiunque si possa immedesimare nelle difficoltà di crescita di un’adolescente, tutti ci siamo passati, indifferentemente dalle tendenze sessuali.
Interessante notare le modifiche apportate alla trama dal regista del film: sullo schermo il discorso è molto più ampio e arriva a far capire in maniera ancora più efficace cosa voglia dire vivere in una società che ghettizza i “diversi” e che ne condiziona, a loro discapito, i comportamenti.
Vi consiglio il graphic-novel, ma ancora di più il film, di cui spero venga fatto un seguito.

domenica 16 novembre 2014

Se questo è un uomo



Se questo è un uomo
Primo Levi
Einaudi, 10.50 €
 
Nemmeno a scuola avevo letto questo classico, per fortuna, dico ora, altrimenti non avrei colto la profondità delle analisi di Primo Levi. La sua esperienza come internato nel campo di Auschwitz è raccontata con tanta lucidità e sofferenza, che ne ho trovato la lettura molto angosciante.
Non è la prima testimonianza sull’argomento che leggo, ma questa è stata davvero difficile assimilarla, per il forte impatto emotivo che mi ha dato, ed è stata un’esperienza importantissima che mi ha fatto scoprire nuove sfaccettature su cos’era la vita in un lager. In particolare il perché non c’era aggregazione e aiuto reciproco fra gli internati: Primo Levi racconta infatti che gli oppressi non si univano tra loro né per resistere né per sopportare insieme la prigionia, perché farlo avrebbe comportato la fine della sopravvivenza. Si viveva quindi soli.
Ecco, questo è un libro che DEVE essere letto, possibilmente per propria iniziativa e non come lettura “imposta” dalla scuola, altrimenti prevarrebbe il dovere di fare un riassunto, un commento, ecc...

venerdì 8 agosto 2014

Ragazze di campagna | La ragazza dagli occhi verdi


Ragazze di campagna (ed. Feltrinelli, € 7.23)
La ragazza dagli occhi verdi (ed. E/O, € 4.90)
Edna O’Brien
 
Rilettura in previsione di iniziare “Ragazze nella felicità coniugale”, capitolo conclusivo di questa trilogia.
 
Entrambi questi libri sono stati scritti da Edna O’Brien, irlandese cresciuta in una famiglia segnata da un padre alcolizzato e manesco, una madre bigotta e in un ambiente, quello rurale dell’Irlanda degli anni ’30-’40, restrittivo e cupo.
Questa atmosfera oppressiva è ben descritta nel suo primo romanzo, basato ampiamente (come anche i successivi) sulle esperienze e sugli episodi della sua vita.
Le due ragazze protagoniste, Caithleen e Baba, hanno 14 anni quando la storia comincia agli anizi degli anni ‘50 e, attraverso gli occhi di Caithleen, seguiamo il loro passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Nel secondo volume le ragazze si sono fatte donne, hanno conquistato la loro indipendenza in città a Dublino, ma l’ambiente di provenienza (campagnolo e retrogrado) le perseguita...
Infatti le due ragazze vivono in un clima pieno di difficoltà, pregiudizi e violenza – è la società patriarcale cattolica e irlandese degli anni ’50 – e anche in città le complicazioni restano: le ragazze seguono già gli albori del femminismo e della libertà sessuale, ma si trovano ostacolate dal proprio retaggio culturale che inconsciamente le trattiene dall’abbandonarsi completamente, e che le condiziona anche nel portare avanti delle relazioni sentimentali concrete. Caithleen ne è l’esempio: sceglie solo partner già legati ad altre donne e troppo maturi per godersi la spensieratezza di un rapporto di coppia con una ventenne come lei.
Quindi nonostante i libri siano pieni di episodi bizzarri, che fanno ridere a denti stretti, e nonostante le due ragazze tentino positivamente di prendere in mano la loro vita e lasciarsi alle spalle le bruttezze quotidiane, di affermarsi, di rischiare tutto e di vivere come meglio credono, nonostante tutto questo quadro generale molto promettente non posso dire di aver apprezzato queste due (ri)letture a distanza di 13 anni.
Sarà che all’epoca avevo più o meno l’età delle protagoniste e ne rimasi entusiasta, ma ora devo dire che sono due libretti leggeri con scarsa indagine psicologica, che in alcuni punti cadono in momenti di cupezza esagerata e diventano deprimenti.
Sono a metà strada tra i romanzi di formazione dell’Ottocento (saturi di denuncia sociale, di crisi esistenziali, di peripezie, ecc.) e.... i romanzetti rosa. Un connubio trashissimo!
Detto ciò, non mi spiego l’enorme battage pubblicitario che questa trilogia si è vista fare più o meno un anno fa, con conseguente pubblicazione (con squillo di trombe) in italiano dell’ultimo volume, mai tradotto fino al 2014.
Beh, vedremo come si conclude la storia, forse la chiave sta tutta lì.

mercoledì 6 agosto 2014

Più botte che risposte

 
Più botte che risposte
Brunella Gasperini
Baldini & Castoldi, € 8.99
 
Brunella Gasperini un po’ la amo e un po’ la odio. Non tutti i suoi libri mi sono piaciuti ma non metto in dubbio la grande capacità che ha avuto di raccontare la fase critica della adolescenza, soprattutto perché raccontata in tanti suoi libri scritti e ambientati a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, un periodo difficile e ricco di cambiamenti sociali per tutti (genitori compresi).
Brunella, oltre che essere scrittrice, è stata anche giornalista e per 25 anni dispensatrice di consigli per i lettori e le lettrici che scrivevano di dubbi e perplessità alla rivista “Annabella”.
Questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1981, raccoglie moltissime lettere che Brunella ricevette e a cui rispose sulle pagine della rivista tra il 1954 e il 1979.
Coprendo un periodo di circa ventanni si ha bene un excursus di quelle che furono le rivoluzioni sociali, sessuali, intellettuali e lo “sgretolamento” delle gerarchie famigliari che toccarono l’uomo e la donna in quegli anni.
Interessantissime poi le risposte di Brunella di fronte a domande, che per me diventata adulta negli anni 2000, sono assurde, ridicole e a tratti agghiaccianti: per l’ignoranza che ne salta fuori e la mancanza di stima personale, giudizio e senso pratico che le donne (non) avevano in quegli anni.
Vi consiglio questa lettura, se siete interessate a scoprire come le donne casalinghe/di bassa estrazione sociale/non militanti affrontavano l’arrivo del femminismo, in contrapposizione alle altre che già cercavano con consapevolezza l’indipendenza dall’uomo ma incappavano comunque in errori e cercavano aiuto in Brunella. Che rispondeva sempre con tatto e disponibilità, ma anche con tanta sottile ironia.

lunedì 28 luglio 2014

Io ti guardo


Io ti guardo
Irene Cao
Rizzoli, 5 € [sì, CINQUE! io l’ho preso in biblioteca, quando per curiosità ho guardato il prezzo sono rimasta sorpresa]
 
Quando c’è stato il boom della saga di “Cinquanta sfumature, ecc..” ne ho rimandato la lettura a tempi futuri, ma quando ho trovato per caso il primo volume della serie erotica made in Italy in risposta a quella inglese, mi sono lasciata tentare subito.
E’ la storia di Elena, restauratrice ventinovenne che abita a Venezia, e della relazione piccante (mado’... che termine) che intraprende con un aitante chef, che veste di lino anche a novembre, dalle tendenze sadomaso.
La loro relazione è puramente sessuale, i sentimenti non sono coinvolti e i quattro/cinque (non mi ricordo) appuntamenti tra i due si basano esclusivamente su giochi erotici che toccano varie sfere, dal gusto al tatto, dalla vista all’abbandono sfrenato. In tutte è lui a comandare.
Praticamente quello che a grandi linee capita ad Elizabeth nel film “Nove settimane e ½”. Niente di nuovo.
La caratterizzazione dei personaggi è praticamente assente, le scelte di Elena che la portano ad avvicinarsi a Leonardo non sono analizzate. Così come non sono approfondite le dinamiche psicologiche che si instaurano tra i due; capisco che la loro relazione esclude l’innamoramento ma ci sarà pur qualcosa che li tiene uniti a livello emotivo a parte la frase, ripetuta 300 volte da lei, “Mi attrae in un modo che non so spiegarmi”...?
Poi ogni loro incontro casca inesorabilmente nei clichè dei romanzi/film erotici (quindi il ménage à trois ovviamente non può mancare).
Una cosa mi ha lasciata perplessa: in questo libro non si usa nessun tipo di contraccettivo. E loro trombano felicemente senza pensare né alle malattie veneree, né all’AIDS, né ad eventuali gravidanze. BAH!
Comunque ha il vantaggio di essere un libro molto scorrevole e stampato su pagine spesse come cartone, quindi se volete portarvelo in vacanza come tappa buchi ve lo consiglio.
La serie prosegue con altri due volumi, ma a questo punto io mi butto sulle “Cinquanta sfumature di grigio”!

venerdì 25 luglio 2014

Amore


Amore
Isabel Allende
Feltrinelli [regalo di Natale]
 
La mia indifferenza verso i libri della Allende ha toccato il picco massimo dopo aver letto “Ritratto in seppia” circa quattro anni fa, cioè quando ormai avevo letto un buon 50% della produzione letteraria della Allende ed ero riuscita a capire che come scrittrice ormai non faceva più per me.
A Natale però mi è arrivato proprio un libro della Allende. Questa è una raccolta dei brani più significativi in merito ad amore, sesso e sentimenti, estrapolati dalla sua bibliografia.
Nonostante la Allende stessa precisi a fine volume che “gli editori tedeschi che hanno avuto l’idea del libro l’hanno assicurata che le scene scelte, tutte insieme, NON correvano il rischio di sembrare tutte simili”, devo confermare però che tutto si è invece avverato...
Una raccolta utile per chi non ha MAI letto in vita sua la Allende e vuole avere un excursus veloce sul suo modo di scrivere/sui soggetti/ecc... ma per chi come me si è già letta abbastanza di suo, un libro così confezionato rischia di essere ripetitivo e privo di fascino - diversi brani letti fuori dal contesto narrativo infatti non hanno nulla di attraente.

mercoledì 23 luglio 2014

Favole al telefono


Favole al telefono
Gianni Rodari
Einaudi, 11.50 €
 
Partendo da un papà sempre lontano per lavoro, che telefona ogni sera a casa alla sua bambina per raccontarle la favola della buonanotte, ecco ricavato il “pretesto” per raccogliere tutte le fiabe che, dal 1962!, sono diventate un classico della letteratura per bambini.
A loro vantaggio queste storie hanno la brevità, poi sono divertenti, bizzarre, e hanno sempre una morale di fondo che fa capire al bambino che le legge (ma anche all’adulto) come comportarsi BENE.
Alcune fiabe, verso la conclusione del volume, le ho trovate un po’ cupe... sono quelle che hanno chiaramente un’ispirazione più realistica, di attualità, come “Il muratore della Valtellina” e “Case e palazzi”; mentre il resto della raccolta resta complessivamente su un tono fantasioso, di ribaltamento del quotidiano.
Le favole che ho preferito sono state quelle con protagonisti Giovannino Perdigiorno e Alice Cascherina, e starò dicendo una cosa ovvia tant’è che tantissimi bambini “di ieri” sono legati proprio a queste due figure simpaticcissime!
E’ stato bello scoprire questo capolavoro da adulta, tra i miei libri di bambina Gianni Rodari non c’è (cosa stranissima!!), ma mi sono ricordata – e non c’entra nulla con questa recensione - che la mamma e il papà ci concedevano ogni tanto, a me e a mia sorella, di ascoltare le fiabe della buonanotte del 1664 della Sip. ;)
"Favole al telefono” ve lo straconsiglio, anche come regalo di lettura per bambini dai 5/6 anni in sù. Io a Natale lo regalerò sicuramente ai miei nipotini che hanno già l’età giusta, non deve proprio mancare nella biblioteca di chiunque!